Allego di seguito una email che ho ricevuto da un solerte movimento di Siciliani orgogliosi. E' un sunto puntuale di quanto è accaduto a seguito dell'Unità d'Italia e restituisce i tratti della verità al processo storico che ha portato all'odierna inversione delle parti tra il Settentrione ed il Meridione di Italia. Buona lettura.
"Conquistata tutta la penisola, i piemontesi misero le mani nelle banche degli Stati appena conquistati. E dopo qualche tempo fu la banca Nazionale degli Stati Sardi a divenire la banca d'Italia. Con l'occupazione piemontese era stato immediatamente impedito al Banco delle Due Sicilie - diviso poi in Banco di Napoli e Banco di Sicilia ? di raccogliere dal mercato le proprie monete d'oro per trasformarle in carta moneta secondo le leggi piemontesi, poichè in tal modo i Banchi avrebbero potuto emettere carta moneta per un valore di 1200 milioni e sarebbero potuti diventare padroni di tutto il mercato finanziario italiano. Quell'oro pian piano passò alle casse piemontesi, nonostante la nuova banca d'Italia non risultasse averne nella sua riserva, e nonostante appunto tutto quell'oro rastrellato al Sud. Come avevano fatto ? Avevano dato a tutto quell'oro una via "sociale", naturalmente, quella del finanziamento per la costituzione di imprese al nord, operato da banche, costituitesi per l'occasione come socie - guarda un po' - della banca d'Italia: Credito mobiliare di Torino, Banco sconto e sete di Torino, Cassa generale di Genova e Cassa di sconto di Torino. Le ruberie operate, e l'emissione non controllata della carta moneta ebbero come conseguenza che ne fu decretato già al 1 maggio 1866, il corso forzoso: la lira di carta non poteva più essere cambiata in oro. Da qui incominciò a nascere il Debito Pubblico: lo Stato, per finanziarsi, iniziava a chiedere carta moneta a una banca privata."
Fonte www.laltrasicilia.org
Nessun commento:
Posta un commento